Villa Soli

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Ristrutturazione per rendere un edificio di 120 anni ancora contemporaneo e in grado di commuovere.
Opera dei primi del ‘900, realizzata con maestria costruttiva e gusto architettonico eclettico di fine ottocentesco, la cui forza comunicativa passava dal rigore compositivo dei volumi e della pianta, per lasciare spazio all’espressività delle superfici interne decorate e dei serramenti in legno a completare lo spazio con la loro dosata materica plasticità.
Bastava immaginare questo per capire che ciò che serviva era togliere tutto il resto.
Si trattava innanzitutto di un’opera di archeologia dell’architettura, per rimuovere i sedimenti che nel tempo ne avevano occultato il gesto originale. Pavimenti in linoleum, moquette, impianti elettrici e di riscaldamento in vista oltre ad una patina nera diffusa a togliere la luce con i caratteristici eccessi in prossimità dei caloriferi e le altrettanto immancabili zone chiare dietro ai quadri.
Ma come fare per riportare indietro nel tempo e contemporaneamente rendere attuale una costruzione mantenendone inalterata l’architettura?
“L’architettura è un fatto d’arte, un fenomeno che suscita emozione, al di fuori dei problemi di costruzione, al di là di essi. La Costruzione è per tener su: l’Architettura è per commuovere.”
Le Corbusier  
Sarebbero stati necessari sapienti artigiani per ripristinare i decori, fare nuovi infissi esterni e valorizzare al meglio quanto già descritto ma gli ingombranti impianti erano il vero problema da risolvere, anche la placca degli interruttori non trovava spazio sulle pareti nella consueta posizione, non senza incrinare l’armonia compositiva degli ambienti. Era necessario rispondere alle esigenze risolvendo l’impatto degli impianti che in ogni stanza dovevano portare apparecchi ed oggetti che per quanto fossero integrati sarebbero comunque stati di troppo.
La parte impiantistica ha quindi chiaramente rappresentato una parte considerevole delle difficoltà di questo intervento…

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